
“Con molto piacere”, con queste parole Ignazio Demuro, al telefono con Gianni, accettava l’avvenuta sua elezione a Presidente dell’Associazione Corale “Lorenzo Perosi” .
Ignazio ci ha lasciato, prematuramente ci ha lasciato, facendo nascere in noi dolore, sgomento e rimpianto.
Questo suo “piacere”, nell’anno della sua presidenza, nonostante le lunghe assenze per la malattia, l’ha trasformato in impegno, dedizione, partecipazione, entusiasmo che hanno segnato positivamente la passata edizione della Rassegna e l’attività del Coro.
Siamo contenti di avergli dato un po’ di gioia, di averlo fatto divertire con il nostro spirito goliardico, con le battute di Nicolino e con qualche nota musicale che Lui tanto amava.
Ma da Ignazio abbiamo ricevuto molto di più, dalla sua umanità, dalla sua professionalità e competenza in tutte le cose che faceva, dal suo impegno, dalla sua autorevolezza mai ostentata e quindi dalla sua umiltà.
Questa Rassegna 2010 vuole ricordare la figura di Ignazio Demuro come esempio positivo per tutti noi.
Ma dobbiamo registrare un’altra partenza, che poi è una grave perdita per il coro “Lorenzo Perosi” e per la stessa città di Olbia: il trasferimento del nostro Direttore, Don Giuseppe Delogu, dalla parrochia di N.S. de la Salette, a quella di Lu Bagnu a Castelsardo.
Don Giuseppe aveva fatto nascere questo coro e l’aveva diretto per più di trent’anni; la sua partenza lascia quindi un vuoto in tutti noi, perché veniva apprezzato come maestro direttore e come maestro di vita e guida spirituale insuperabile.
Questi avvenimenti potevano mettere a repentaglio sia il proseguimento della Rassegna che la vita del coro stesso.
Così non è stato perché, in tutti questi anni, per stessa volontà di Don Giuseppe, ci ha fatto correre con le nostre gambe, facendo maturare quell’autonomia di lavoro che oggi ci permette di andare avanti.
L’elezione del nuovo Presidente nella persona di Mauro Putzu e la nomina del nuovo Direttore in quella del Maestro Paolo di Paola, due soluzioni, si può dire trovate in casa, permettono di proseguire il cammino tracciato da Don Giuseppe, con rinnovato entusiasmo.
La XVI Rassegna Internazionale di Canto Sacro si può definire quindi sia punto di arrivo che punto di partenza verso nuovi traguardi, sia della manifestazione che del coro stesso.
Quest’anno vi partecipano 12 corali, provenienti da diversi paesi europei, cori nazionali ed una vasta rappresentativa della nostra regione.
Il livello dei cori partecipanti rispecchia ormai gli elevati standard delle passate edizioni, sempre più apprezzati dal pubblico e dagli intenditori.
Nel rinnovare le congratulazioni e gli auguri di buon lavoro al Presidente Mauro Putzu e al Direttore Paolo di Paola, ringraziamo per la presenza ai concerti e auguriamo buon ascolto e buon divertimento a tutti.
L’Associazione Corale “Lorenzo Perosi” di Olbia
Il nostro Maestro, Don Giuseppe Delogu, oltre a dirigere il coro, essendo Sacerdote, aveva il compito impegnativo di reggere la Parrocchia di NS de La Salette in Olbia, coadiuvato prima dal vice parroco Don Cesare e poi da Don Roberto e da due religiose.
Da qualche anno, aveva rassegnato le dimissioni nelle mani del Vescovo Diocesano.
Il suo trasferimento e quindi la sua partenza era nell’aria da un po’ di tempo, ma per noi coristi sembrava che questo evento fosse ancora lontano, o meglio lo allontanavamo noi dalla nostra mente, quasi per scongiurarlo.
Invece nel mese di Luglio, crudelmente, la realtà si è materializzata, con il trasferimento di Don Giuseppe presso la Parrocchia di Lu Bagnu, vicino a Castelsardo, suo paese natale.
D’improvviso ci sentiamo orfani, sicuramente siamo più poveri come coristi, come parrocchiani, come olbiesi.
In quanto coristi ci viene a mancare nella direzione il Maestro fondatore del Coro Lorenzo Perosi, che ha diretto magistralmente per più di 30 anni.
Alcuni coristi hanno iniziato a cantare con Don Giuseppe ancora con i pantaloni corti; ha curato le voci e l’armonia del canto in tutti noi con competenza e passione.
La sua prima passione era sicuramente il Vangelo, ma, senza ombra di dubbio, la seconda era la musica ed il canto.
Alla fine della giornata, l’ora delle prove, che per noi molte volte poteva essere faticosa, per lui era il ritemprarsi dalle fatiche della giornata, era il modo di mantenersi sempre giovane nello spirito e nel corpo.
La sua bella voce da tenore accompagnava tutte le sue direzioni e si può dire che ha introdotto e fatto crescere nella città di Olbia il canto polifonico.
Per sua stessa ammissione, ha invitato a cantare nel coro la maggior parte degli olbiesi che a partire dagli anni sessanta, prima nella parrocchia di S. Paolo e poi alla Salette, frequentavano la Chiesa.
Molti di questi giovani accettavano, alcuni hanno continuato, altri dopo le prime esperienze hanno abbandonato, ma si può dire che nel coro sono passati tanti cantori che mantengono dei bei ricordi di amicizia e di esperienza di canto corale.
Il coro sotto la direzione di Don Giuseppe si è espresso come animatore liturgico e interprete di numerose centinaia di concerti nella nostra regione e nel resto dell’Italia e nel continente europeo.
Grazie al vasto repertorio liturgico, abbiamo avuto l’onore ed il piacere di cantare nelle principali chiese e nelle più importanti celebrazioni della città di Olbia e del suo territorio.
Le valutazioni del suo operato e dei livelli raggiunti dal coro, le lasciamo ad altri.
Come parrocchiani, perdiamo l’artefice della nascita e della crescita della nostra comunità parrocchiale.
La chiesa della Salette è stata costruita su una zona paludosa, ma sia le mura che la stessa comunità hanno dimostrato di avere le fondamenta sulla roccia viva; quella roccia viva sempre presente nelle parole e nei fatti di don Giuseppe che è Gesù Cristo.
Come Sacerdote lo possiamo definire più unico che raro; poco assuefatto alle consuetudini ecclesiastiche, ma libero e fedele interprete del Vangelo.
Uomo di cultura, molto preparato dal punto di vista teologico, ricco di carismi,
con tutte le qualità per una carriera ecclesiastica, ha invece preferito il contatto con la gente, nella povertà, nella scelta libera di mettersi sempre in gioco e di riiniziare dal nulla, contando solo sulla Provvidenza di Dio, come accade ora, alle soglie degli ottant’anni, trasferito in una Parrocchia priva di strutture e di cose materiali, ma sicuramente terreno fertile per una nuova evangelizzazione.
Come olbiesi ci viene a mancare una figura che in maniera discreta ma attenta ha osservato il tumultuoso evolversi della città di Olbia, dagli anni sessanta in poi, nella struttura geografica e soprattutto nelle coscienze.
Una memoria storica della città.
Prima come insegnante e poi come Parroco di S. Paolo e della Salette, in più di mezzo secolo di apostolato, assieme a Don Cesare, ha avvicinato e in qualche modo formato buona parte della classe politica e dirigenziale della città.
Olbia perde quindi il suo padre spirituale per eccellenza, che fino all’ultimo ha ascoltato, quotidianamente davanti al Santissimo, quanti si avvicinavano per chiedere consigli, esporre problemi o chiedere la carità.
Caro Maestro, per tutti noi maestro di musica e di vita, ti salutiamo con tanto affetto e amore filiale.
Il coro “Lorenzo Perosi” di Olbia
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