
Non è possibile celebrare un Decennio senza affondare lo sguardo su una storia: quella degli ultimi dieci anni, da quando è nata la Rassegna di Canto Sacro, che ha visto il succedersi di molte Formazioni Corali che di volta in volta offrivano ad un pubblico sempre più consapevole ed esigente ore di godimento artistico e spirituale, e la storia più antica, da quando è sorta l'Associazione Musicale Lorenzo Perosi.
Dar vita ad un Coro è stata l'esigenza che partiva dal cuore, dallo spirito e dalla determinazione di costruire, insieme a quelli che ci stavano, a quelli che amavano queste cose una esperienza allo stesso tempo comunitaria, culturale, artistica e spirituale.
È stata anche una scommessa e lo è tuttora, se si pensa alle tante difficoltà che occorre superare ogni giorno.
La musica è un'arte impegnativa che esige tempo, applicazione, studio, perseveranza e molte rinunce.
È un cammino sempre in salita e non permette distrazioni, superficialità, leggerezze.
Se si decide di dedicare una preziosa parte delle proprie energie a questa attività, è perché, insieme ai sacrifici che richiede, quest'arte regala una gioia che non può essere facilmente spiegata a parole. Solo chi la sperimenta sa di che cosa si tratta. Essa, come recita il salmo, è come miele stillante dalla roccia.
Sembra più appagante quella musica che viene consumata nelle discoteche, nelle piazze o negli stadi affollati. Luci, amplificazioni, maxischermi, effetti speciali, palcoscenici giganti, con un coinvolgimento ed una esaltazione da lasciare stupiti. Una felicità collettiva, contagiosa, inebriante. È bello tutto questo. Anche noi vi partecipiamo e ci divertiamo.
È bello soprattutto, vedere tanti giovani immersi in un rito così vitale dove è bandita la violenza e vengono esaltati messaggi di pace, di amore, di libertà.
Non possiamo non rivolgerci una domanda: Che cos'è, di fronte a tanta dovizia di mezzi, consenso di pubblico e successo mediatico, un austero e asciutto Gregoriano, una casta ed evanescente Polifonia, un ben articolato Contrappunto, da cui la bellezza viene distillata con misurata rarefazione Amplificazioni, giochi di luci, movimenti e ritmi muscolari… niente di tutto questo.
Fermi, immobili, ad ascoltare, talvolta ad occhi socchiusi, ad accogliere nel segreto dell'animo, intime emozioni, sfumature raffinate, messaggi poetici, suggestioni religiose contenute in arcaici testi sacri, resi eloquenti attraverso armonie sapientemente costruite in sorprendenti architetture del suono e della parola, come in uno straordinario affresco dove viene interpretato il mistero della morte e della vita, del dolore e della gioia, dell'amore e della felicità… il mistero dell'uomo.
Pur apprezzando ogni genere di espressione artistica noi pensiamo che proprio questa musica riempie il cuore umano, risponde alle sue più profonde aspirazioni, coltiva in lui la più salutare inquietudine, quella che lo spinge a cercare il "senso" e le risposte alla sua sete di bellezza e di pace.
Chi coltiva questo genere di arte musicale deve essere guidato da alte e profonde motivazioni. Per se stesso, prima di tutto.
Cantare per esibizionismo, per vanità, per un successo esteriore equivale a costruire sulla sabbia. Ci si espone ad amarezze, delusioni, forme di rivalità, di ottusità, di aridità che ritornano come vuoto spirituale. Tutto all'opposto della gioia del canto.
E anche quando un Cantore, un Coro, un Direttore si presentano al pubblico, è solo quella ricerca di bellezza che intendono offrire.
Di fronte a molti, di fronte a pochi, non è importante. L'arte è di per se stessa premio e ricompensa.
Questo ideale ci ha guidato nei Venticinque anni della nostra storia.
L'idea della Rassegna nata dieci anni or sono ha voluto significare la proposta dell'evento musicale ad un pubblico capace di apprezzarne il messaggio fondamentale.
Da nessun altro interesse siamo stati mossi. Mettere insieme dei Cori, non in atteggiamento di competizione, ma di festoso confronto, portando ognuno qualità, esperienza, talenti, perché tutti se ne arricchissero in una gioiosa gratuità.
Per quanto ci è stato possibile, ci siamo impegnati durante tutto l'anno per organizzare nel miglior modo e in una qualità alta questa 10ª Rassegna.
Un impegno reso ancora più esigente, non solo per la Celebrazione Decennale , ma anche perché, per la prima volta, vengono varcate le mura cittadine per coinvolgere nella Manifestazione Canora svariati Centri del Territorio gallurese. Una scommessa che ha richiesto capacità e responsabilità inedite.
Alcuni di noi hanno dato tempo, fatica, disponibilità, mettendo secondo le proprie competenze, il meglio di se stessi, per la buona riuscita dell'iniziativa.
A questi compagni ed amici, al Presidente e al Gruppo Direttivo, tutto il Coro esprime un caloroso ringraziamento.
Il loro esempio ci fa capire che qui non si viene in ricerca di se stessi, di affermazioni personali, di vanitosi protagonismi, ma mossi da una nobile passione umana, culturale, artistica, e dal gusto di contribuire insieme ad un bene prezioso che si può chiamare con molti nomi come: bellezza, coralità, armonia, non solo di voci, ma anche di cuori. Si può definire anche con una parola di alto spessore e profondità: il bene prezioso della "spiritualità".
Qualcuno ha posto la domanda: "Quale bellezza salverà il mondo?".
Noi intendiamo contribuire a mettere un tassello, piccolo quanto si vuole, per la realizzazione di una Bellezza, non effimera, ma capace di salvare il cuore.
![]() |
|
SETI sas |
| di Legge | Contattaci | ©2005 2009 Associazione Corale Lorenzo Perosi Olbia |