Prima Rassegna Corale di Canto Sacro 1995


Il significato di una Rassegna

Vi è un ritorno, una rinascita del bel Canto, della buona musica anche nella Liturgia?

Fuori di questo ambito è indiscusso che si stia verificando questo fenomeno. Basta vedere il moltiplicarsi di Rassegne, Concorsi, manifestazioni corali a tutti i livelli per rendersi conto che si assiste ad un vera Rinascenza di questa dimensione culturale.

È più difficile affermarlo nell'ambito Liturgico dove predomina quasi totalmente un altro tipo di repertorio: quello più semplice, accessibile a qualsiasi gruppo, giovanile o no, dove agli animatori è sufficiente un po' di familiarità con la chitarra e con la tastiera.

Praticità, immediatezza, bisogno di comunicazione attraverso testi semplici, melodie orecchiabili, ritmi comuni all'intera letteratura di musica leggera, hanno aperto il varco per una mareggiata che ha invaso tutti gli spazi disponibili per il Canto.

Si potrebbe parlare anche di una certa cultura della fretta, dell'improvvisazione, della superficialità, del voler ottenere risultati subito.

Cultura che caratterizza in gran parte il nostro tempo e da cui è difficile rimanere immuni.

Si è perso di vista il significato del Canto come fatto dìarte, e dunque come fatto contemplativo, e cioè capace di veicolare e di trasmettere sentimenti, sensazioni, intime esperienze spirituali che accostano al mistero della Preghiera, allìineffabile incontro con Dio?

Non si pretende che la Liturgia Cantata si sviluppi totalmente su testi musicali difficili, ma che si raggiunga un equilibrio!

Ci sono dei segni incoraggianti in questo senso.

Un segno è la nascita di Formazioni Corali, anche in piccoli Centri, oltre che nelle grandi Chiese.

Sembra che si ritorni al gusto del Canto, della Polifonia, della pagina musicalmente elaborata, della composizione culturalmente e spiritualmente significativa.

La nostra Rassegna vuole assecondare questo processo positivo ad incominciare da ciò che avviene nel nostro Territorio.

A Formazioni Celebri, affermate, titolate, abbiamo preferito quelle che da poco hanno incominciato il loro Cammino musicale in mezzo a molte difficoltà e con la soddisfazione delle prime conquiste.

Lo scopo di questa Rassegna è anche quello di incoraggiare quelle Corali che rivolgono al Canto Sacro nella Liturgia la loro scelta privilegiata.

Che si ritorni a cantare con gusto, con arte, con spirito di servizio, vincendo le tentazioni di mettersi al centro, in una specie di autocelebrazione.

Che il Canto risuoni nelle nostre Assemblee, per rinfrescare lo Spirito di chi canta e di chi ascolta e per intravvedere le profondità del Mistero che viene celebrato.

Un discordo totalmente diverso è quello che riguarda formazioni Corali di Canto popolare Sacro, come quello che viene espresso dalla Confraternita di Castelsardo.

Qui ci troviamo di fronte ad una Tradizione che risale ad oltre quattro secoli e mezzo, ed insieme ad un repertorio di alta qualità artistica e religiosa trasmesso oralmente di padre in figlio con una puntualità, una fedeltà ed un pathos che sorprendono.

Vocalità, stile, modi di esprimere il testo e di muovere le voci tipiche di un sentimento e di una cultura che solo il genio popolare sa creare e tramandare.

Sarà un impegno della nostra Rassegna dare spazio a questo prezioso tesoro del Canto popolare Sacro ancora presente e vivo in alcuni antichi paesi della nostra Terra.

Questa volta la musica “dotta ” e quella apparentemente più povera concorrono in egual misura verso una superiore bellezza che è quella che dovrebbe essere sempre presente nell'Assemblea che prega.


SETI, sas

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