



(terza città dell'Ungheria) , giunto alla XV edizione, è stata un'esperienza entusiasmante. L'entusiasmo, profondo e sincero, nasce dalla consapevolezza di essere stati protagonisti e spettatori di una Rassegna Corale di alto livello. Ma non solo.
All'elemento artistico si è aggiunto anche un evento di portata eccezionale: la storica entrata dell'Ungheria nell'Unione Europea, festeggiata il 30 di aprile ed il primo maggio con due importanti concerti di musica sinfonico-corale quali i Carmina Burana di Orff ed il quarto tempo della nona sinfonia di Beethoven.
I concerti si sono tenuti, rispettivamente, nell'Aula Magna dell'Università e nel Teatro , alla presenza delle più alte cariche cittadinema anche di tanti giovani e della popolazione intera.
Durante i tre giorni del Festival, poi, si sono esibiti nelle varie chiese della città e nella sala dei concerti del Conservatorio circa 20 cori provenienti da vari Stati d'Europa.
Le “scoperte” migliori sono stati i cori “Vox Umana Kamarakòrus”(rumeno) , il “Forras Kamarakorus” (ungherese) ed il Vocal Ensemble Oktoih (serbo, di Belgrado).
Accanto a questi cori molto bravi sia sotto l'aspetto tecnico sia sotto l'aspetto timbrico-vocale, non ha certo sfigurato il Coro Lorenzo Perosi di Olbia, diretto dal Maestro Don Giuseppe Delogu,che si è esibito nel pomeriggio del primo maggio nella sala dei concerti del Conservatorio con dei brani di Monteverdi e Mendelssohn. All'organo e al pianoforte il Maestro Paolo Di Paola) ed alla fine con dei brani di folklore sardo particolarmente applauditi dal pubblico.
Nel concerto del due di maggio invece il Coro Perosi ha eseguito un repertorio interamente polifonico con musiche di Palestrina, Pergolesi e Tomas Luis de Victoria, riscuotendo consenso anche fra gli altri direttori di coro presenti.
Un'altra gradita e piacevole presenza è stata quella del Coro Barbagia di Nuoro, diretta dal Maestro Gioacchino Scrugli: coro esclusivamente maschile con repertorio esclusivamente folkloristico; anche in questo caso le melodie di “non potho riposare” “sa crapola”, per citarne solo due, hanno riscosso interesse ed ammirazione da parte del pubblico e degli altri cori .
Un discorso a parte merita il poderoso Coro che ha interpretato Orff e Beethoven ed il suo direttore Zoltan Sandor, che è anche l'organizzatore dell'intero Festival.
Il Coro è stato solido, robusto, convincente, capace di trasmettere intense emozioni in entrambe le difficili e stilisticamente lontane esecuzioni : tale merito deve essere senz'altro attribuito al Maestro Zoltan , musicista molto preparato ma allo stesso tempo semplice, caratteristica comune anche a tutti gli altri cori esteri.
Ascoltando questi cori, vedendoli cantare, conoscendoli anche al di fuori dei concerti, si matura la convinzione che per loro la musica è una cosa seria, non un qualcosa di secondario, “fatta” e ad uso di pochi, ma un qualcosa di fondamentale, che fa parte della vita stessa e che deve essere presente in tutte le età . Così vedi in Conservatorio 35 bambini del coro “Kis Fazekas Lorus “ che entrano nella sala dei Concerti cantando prima di sistemarsi in pedana, con una colorata divisa, perfettamente intonati, e sembrano dei piccoli angeli quando iniziano un bel canone a quattro voci.
Così vedi cantare gli altri cori, con la sensazione che stiano ringraziando la musica stessa, perché è dalla musica che nascono le emozioni più grandi e la capacità di rendere la vita diversa.
E' stata un'esperienza di vera crescita conoscere ed ascoltare tante realtà diverse di paesi così lontani da noi, una vera fortuna aver conosciuto già da alcuni anni il maestro Zoltan , che sarà ospite insieme al suo coro alla X Rassegna Corale di Olbia (che si terrà dal 28 settembre al 3 ottobre 2004) , e un vero piacere sentire il Coro e l'orchestra di Miscolc nell'inno alla gioia di Beethoven:
“Gioia, figlia dell'Eliso,
Fiamma d'oro giù dal ciel,
Noi veniamo, ardenti in viso,
Diva eccelsa, al tuo sacel.
Il tuo fascino affraterna
Ciò che il mondo separò,
Fratellanza impera eterna
Dove l'ala tua posò”
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